I dati choc sulla riduzione del rischio cardiaco
Qual è l’impatto reale di un’alimentazione mirata sulla salute del cuore nel lungo periodo? Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno applicato una rigorosa metodologia statistica di “emulazione di un trial” su una vasta coorte di adulti (uomini e donne tra i 55 e gli 80 anni seguiti per vent’anni nell’ambito del Nurses’ Health Study e dell’Health Professionals Follow-up Study).
I dati numerici sui pazienti ad alto rischio
Tra i partecipanti che presentavano diabete o almeno tre importanti fattori di rischio (come ipertensione, colesterolo elevato, sovrappeso, fumo o familiarità), la probabilità stimata di sviluppare un evento cardiovascolare nell’arco di vent’anni ha mostrato differenze notevoli a seconda del regime seguito:
- Dieta a basso contenuto di grassi: 35,9% di probabilità di eventi.
- Dieta mediterranea: 28,2% di probabilità.
- Modello AHA (American Heart Association): 31,2% di probabilità.
In termini pratici, rispetto alla dieta ipolipidica, la dieta mediterranea è associata a una riduzione relativa del rischio del 21%. Tradotto in cifre assolute, significa una riduzione di 7,7 punti percentuali, l’equivalente di circa otto eventi cardiovascolari in meno ogni 100 persone che seguissero per vent’anni questo modello alimentare. Il modello AHA ha mostrato una riduzione del 13%, pari a circa cinque eventi in meno ogni 100 persone.






