Diete iperproteiche e chetogeniche: i rischi del “No-Carb” 

Niente amidi per dimagrireFalso. Come abbiamo già analizzato in alcuni contenuti precedenti, i carboidrati sono fondamentali per nutrire il cervello e fornire energia costante all’organismo. È il loro uso scorretto, e non la loro presenza, a renderli ingrassanti. 

Da questo grande equivoco nascono le diete iperproteiche. Questi regimi alimentari promettono risultati inizialmente entusiasmanti sulla bilancia, ma molti studi rilevano come tali successi tendano a vanificarsi nel tempo, portando spesso al recupero dei chili persi. Ma il problema non è solo estetico: l’eccesso di proteine animali appesantisce fegato e reni con un carico eccessivo di scorie azotate e può causare un innalzamento dei livelli di colesterolo. 

L’insidia della dieta chetogenica 

Ancora più complessa è la situazione della dieta chetogenica. Si tratta di un regime ricchissimo di grassi (sia vegetali che animali) e quasi privo di carboidrati, che sposta il metabolismo verso l’uso dei grassi come fonte primaria di energia. Se mal gestita — come capita frequentemente con il “fai-da-te” — questa dieta causa un pericoloso accumulo di corpi chetonici nel sangue. 

Ecco alcune possibili conseguenze di questo squilibrio metabolico: 

  • Cefalea e stanchezza cronica. 
  • Ipoglicemia e ipotensione. 
  • Aumento della diuresi e conseguente disidratazione. 

Più che eliminare radicalmente gli amidi, la strategia corretta consiste nel ridurne le porzioni in base alla propria costituzione e all’attività fisica, prestando però una cura maniacale alle associazioni nel piatto. 

Pasta “Zero Carboidrati”: un’alternativa valida? 

Esiste oggi sul mercato la cosiddetta pasta “no-carb”, come quella prodotta dal tubero konjac (nota anche come shiratake). Estratta dal glucomannano, questa pasta ha circa 10 calorie per 100 grammi, è priva di glutine e grassi, ma è quasi totalmente insipida e priva di valore nutrizionale. 

Sebbene possa rappresentare un’alternativa sporadica, Giuliana Lomazzi avverte: ricorrere costantemente a prodotti “light” o dietetici non educa a mangiare in modo equilibrato. Se siamo a una festa o in vacanza, non troveremo shiratake o mozzarelle light; è molto più utile imparare a gestire una buona pasta integrale di farro condita con un ragù di lenticchie, che risulta gustosa, economica e saziante. 

Pericoli delle proteine e dei grassi in eccesso

Sostituire i cereali con bistecche o burro non è una scelta a costo zero per l’organismo. Ecco cosa succede quando il corpo è privato del suo carburante preferito (i carboidrati): 

  1. Sovraccarico renale: I reni devono lavorare il doppio per eliminare i residui della digestione proteica (urea). 
  1. Perdita di micronutrienti: Eliminando cereali integrali e frutta, si perdono vitamine del gruppo B e fibre essenziali per il microbiota. 
  1. L’effetto “Yo-Yo”: Il corpo, percependo una carenza, abbassa il metabolismo basale. Non appena si ricomincia a mangiare normalmente, il peso risale rapidamente. 

«I carboidrati servono per nutrire il cervello e fornire energia; è il loro uso scorretto a renderli ingrassanti.» 

La via di mezzo 

In definitiva, la salute non si trova negli estremi. La demonizzazione dei carboidrati ha portato a regimi alimentari che stressano gli organi vitali senza offrire una soluzione educativa. La vera “dieta sostenibile” è quella che ci permette di stare a tavola con serenità, sapendo che un piatto di pasta integrale, se ben abbinato a proteine e verdure, non è un nemico ma un prezioso alleato energetico. 

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