Addio a James Van Der Beek

La morte del protagonista di Dawson’s Creek è un monito per la prevenzione

La scomparsa a soli 48 anni dell’attore riaccende con violenza il dibattito sull’aumento dei tumori al colon tra i giovani. Vita e Salute WEB rilancia l’appello per abbassare l’età dello screening.

Il mondo dello spettacolo è in lutto per la perdita di James Van Der Beek. L’indimenticabile Dawson Leery si è spento a 48 anni, stroncato da quel tumore al colon di terzo stadio che gli era stato diagnosticato alla fine del 2023. La sua morte non è solo una triste notizia per una generazione di fan, ma la conferma di un’emergenza sanitaria che Massimo Fantini aveva denunciato proprio dieci giorni fa sulle pagine di Vita e Salute.

Riceviamo e pubblichiamo l’appello urgente che Fantini ha lanciato sui social, un grido che oggi, alla luce della tragedia, assume un peso ancora più drammatico.

L’appello di Massimo Fantini

(PhD, esperto di immunoterapia del cancro)

“La morte a soli 48 anni dell’attore James Van Der Beek, celebre protagonista di Dawson’s Creek, per tumore al colon di terzo stadio, oltre ad essere una brutta notizia, rappresenta l’ennesimo esempio dell’aumento dell’insorgenza di cancro al colon prima dei 50 anni.

Rivolgo l’ennesimo appello alle istituzioni sanitarie europee e italiane: aggiornate le linee guida e abbassate l’età del primo screening per cancro al colon da 50 a 45 anni come negli USA!!!

Le evidenze scientifiche a supporto di questa scelta stanno diventando solide e ne ho riportate diverse in altri miei post fin dal 2022. Diffondete questo appello, perché in fondo si sta parlando della vostra salute.”

Perché non possiamo più attendere

La scomparsa di Van Der Beek trasforma una discussione scientifica in un’urgenza etica. Come sottolineato da Fantini nell’approfondimento pubblicato lo scorso 3 febbraio sulla nostra rivista, i dati sono inequivocabili: mentre il cancro al colon cala tra gli anziani, i casi sotto i 50 anni sono in costante ascesa.

Negli Stati Uniti, la soglia per lo screening è stata già portata a 45 anni. In Italia, invece, il protocollo standard (sangue occulto o colonscopia) parte ancora dai 50 anni. Questa differenza di cinque anni può essere fatale, come dimostra purtroppo la vicenda dell’attore americano, che si è trovato a combattere contro uno stadio avanzato prima ancora di aver raggiunto l’età “standard” per i controlli.

La prevenzione precoce permette di individuare i polipi prima che diventino maligni, con tassi di sopravvivenza che sfiorano il 90%. Continuare a ignorare le evidenze scientifiche che chiedono di anticipare i controlli significa accettare altre morti premature e prevenibili.

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