Esiste un segreto racchiuso nella struttura chimica degli alimenti che può cambiare radicalmente il modo in cui il nostro corpo assimila le calorie. Come spiega Giuliana Lomazzi, ogni cibo amidaceo contiene amidi di lenta e rapida assimilazione, ma ne esiste un tipo presente in minima parte che è inassimilabile: il cosiddetto amido resistente o RS (Resistant Starch).
Questa sostanza è considerata a tutti gli effetti una fibra. La sua particolarità? Non viene digerita nel primo tratto dell’intestino, ma giunge intatta nell’intestino crasso. Qui viene elaborata dai batteri “buoni”, che lo trasformano in acidi grassi a corta catena, in particolare acido butirrico, un vero toccasana per la salute delle nostre cellule.
I vantaggi per la linea e la salute
L’amido resistente non è solo una curiosità biochimica, ma un grande alleato della regolazione glicemica. I vantaggi del suo consumo sono molteplici:
- Miglioramento della risposta insulinica: riduce la glicemia post-prandiale.
- Maggiore sazietà: aiuta a sentirsi pieni più a lungo, prevenendo il sovrappeso.
- Salute del colon: svolge un effetto antinfiammatorio utile per prevenire tumori e malattie infiammatorie intestinali.
- Assorbimento di minerali: facilita l’assimilazione di nutrienti come il calcio e riduce l’assorbimento del colesterolo.
Il trucco pratico: cucinare in anticipo
La dieta occidentale è purtroppo povera di amido resistente, anche a causa dei processi di raffinazione industriale. Tuttavia, esiste un metodo semplicissimo per aumentarne il tenore in casa: basta far raffreddare per varie ore il carboidrato cotto (patate, pasta, riso, ecc.).
Questo processo di raffreddamento innesca la “retrogradazione” dell’amido, rendendolo resistente agli enzimi digestivi. Al momento del consumo, il cibo può essere riscaldato senza timore che il prezioso RS si annulli.
La tecnica della “cottura coperta”
Per i cereali a lunga cottura come riso, orzo, farro o avena (che vanno ammollati prima), ecco la procedura ottimale:
- Ponete il cereale in una casseruola con acqua fredda (2,5-3 volte il peso delle granaglie).
- Mettete il coperchio, portate a bollore e fate cuocere per circa 10 minuti.
- Spostate la casseruola su un piano, copritela con una coperta e “dimenticatela” fino a cena.
Il cereale si cuocerà dolcemente e, raffreddandosi, si arricchirà di amido resistente. Per miglio e saraceno, invece, la tecnica cambia: tostateli a secco finché non profumano, lasciateli raffreddare completamente e poi cuoceteli coperti fino a totale assorbimento del liquido.

Patate e pane: piccoli accorgimenti
Anche per le patate vale lo stesso principio: cuocetele a vapore e fatele raffreddare per qualche ora, meglio se con una spruzzata di aceto per abbassarne ulteriormente l’indice glicemico. Per il pane, invece, l’alleato è la lievitazione naturale con pasta madre: l’acido lattico prodotto rallenta l’assorbimento degli zuccheri nel sangue.
Dove trovare l’Amido Resistente (RS)
L’RS è contenuto naturalmente in alcuni alimenti specifici, ma la sua quantità può essere incrementata con il metodo del raffreddamento:
- Orzo e avena: ottime fonti se integrali.
- Fagioli e legumi: contengono naturalmente quote elevate di RS.
- Banane: solo se non troppo mature (più sono acerbe, più RS contengono).
- Patate e riso freddi: il contenuto di RS aumenta drasticamente dopo 12-24 ore di riposo in frigorifero.
«L’amido resistente è un alleato per il nostro benessere intestinale e la regolazione glicemica.»
Conclusione: la pazienza che premia
In un mondo che ci spinge a consumare tutto “subito e caldo”, riscoprire il valore del cibo preparato in anticipo e lasciato riposare è una strategia di salute rivoluzionaria. Non è solo un risparmio di tempo per chi lavora, ma un vero e proprio trattamento di benessere per il nostro metabolismo.






